Chi sono – il mio sguardo sull’approccio clinico

Nella mia formazione ho fatto esperienza della semplicità: dell’esserci senza fretta di colmare i vuoti, per dare veramente spazio a chi ho di fronte, perché possa respirare e ritrovarsi. Ho imparato a stare in ascolto anche di ciò che non viene detto, dando attenzione alle sfumature e ai silenzi. Il mio lavoro nasce dall’incontro tra la mia storia personale e gli studi che ho scelto: dalla vitalità della Gestalt alla profondità degli approcci psicoanalitici, fino alla mia ricerca personale e accademica sui legami familiari e sulla memoria trans-generazionale. Credo in una relazione di cura in cui io sia uno strumento: un luogo in cui portare il peso, per poi lasciarlo andare. Il mio obiettivo è accompagnare la persona fino a quando possa fare a meno di me, portando con sé non solo ciò che insieme abbiamo scoperto, ma anche la forza di continuare il viaggio con passo proprio.